#iorestoacasa Insieme ce la faremo !

In ottemperanza al DPCM 11 MARZO 2020 – recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 – in ns. uffici rimarranno chiusi fino al 3 Aprile 2020.

Se le condizioni sanitarie e le disposizioni normative lo consentiranno, saremo felici di poter anticipare la riapertura.

Restiamo comunque a disposizione della ns. clienti che possono contattarci allo 081.2512324 o a mezzo email: immobiliare@fulviotrombetta.it

Offerta di lavoro

Ricerca Collaboratori

La Fulvio Trombetta Immobiliare, cerca collaboratori e collaboratrici (anche prima esperienza) automunite da avviare alla professione di agente immobiliare in possesso dei seguenti requisiti:
– età compresa tra i 20 e i 35 anni
– diploma di scuola media superiore
– abilitazione agenti affari in mediazione
– ottime capacità comunicative
– predisposizione a lavorare in team
– interesse alla crescita personale
– mentalità orientata al risultato e massima serietà.
– autonomia organizzativa del proprio lavoro.
Il collaboratore si dovrà occupare di:
• ricerca e acquisizione di nuovi mandati per la vendita e/o locazione di immobili
• accompagnamento e gestione dei potenziali clienti nelle visite degli immobili
• consulenze alla vendita per proprietari e acquirenti.
Offriamo rimborso spese € 750 mensili, Provvigione: 10% sul fatturato, premio produzione oltre formazione e affiancamento.
Sede di lavoro: – Fulvio Trombetta Immobiliare – Via dei Mille 16.
Invia il tuo CV con foto, indicando sinteticamente le esperienze professionali di maggior rilievo, i ruoli e mansioni svolte, le caratteristiche personali utili per svolgere il lavoro, gradita foto. Le candidature potranno essere inviate tramite email al seguente indirizzo: direzione@trombettaimmobiliare.com

Il Presidente Conte firma il Dpcm 9 marzo 2020

da: Governo.it

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il Dpcm 9 marzo 2020 recante nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale. 

Il provvedimento estende le misure di cui all’art. 1 del Dpcm 8 marzo 2020 a tutto il territorio nazionale. È inoltre vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. In ultimo, è modificata la lettera d dell’art.1 del Dpcm 8 marzo 2020 relativa agli eventi e manifestazioni sportive. 

Tali disposizioni producono effetto dalla data del 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020.

Il testo del provvedimento

Coronavirus, sulle rate dei mutui casa una sospensione di 18 mesi

dal Sole24Ore del 10 marzo 2020

L’aiuto è riservato a chi ha avuto uno stop dal lavoro o una riduzione dell’orario per almeno 30 giorni e sarà accessibile in tutta Italia

Per dare ossigeno alle famiglie italiane alle prese con l’emergenza coronavirus si parte dai mutui. Chi, con Isee non superiore ai 30mila euro, sia stato sospeso dall’attività lavorativa oppure abbia subito una riduzione dell’orario di lavoro per almeno trenta giorni potrà chiedere la sospensione delle rate per un periodo al massimo di 18 mesi.

Investire in student housing genera buoni rendimenti

dal SOLE24ORE del 20/01/2020

“È un amore in costante aumento quello degli investitori per gli immobili da affittare agli studenti. Nella classifica delle operazioni previste per il 2020, elaborata da Dla Piper, il settore dello student housing vedrà passare le intenzioni di investimento dal 19,3% al 46,7% (le risposte sono multiple), caratterizzando così tale settore come quello con il maggior differenziale da un anno all’altro. Ma se gli investitori senza dubbio traggono vantaggi dallo sviluppo del comparto delle residenze…”

secondo IDEALISTA

Saranno otto milioni gli studenti internazionali da qui al 2025 nell’ambito di progetti in area Ocse: come farà l’Italia ad approfittare di questa ondata di giovani per sviluppare un sistema concreto di student housing? Sono gli interrogativi dell’ultima ricerca di Jll, intitolata “Student Housing in Italy.

Studenti cinesi e indiani in arrivo in Italia

I movimenti internazionali di studenti, soprattutto dall’India e dalla Cina, si faranno nei prossimi anni sempre più imponenti, creando reali esigenze di alloggio per chi si muove per ragioni di studio. Secondo Jll, se nel 1990 gli studenti internazionali si limitavano ad una soglia di 1,3 milioni, nel 2025 saranno 8 milioni, e cresceranno di un altro 60% fino al 2027.

Gli studenti stranieri aumentano di anno in anno anche nelle università tricolore: nell’ultimo quindicennio gli studenti di cittadinanza non italiana che si sono immatricolati nel nostro paese sono raddoppiati. In tutto nell’anno accademico 2016/2017 sono stati registrati circa 100 mila studenti stranieri a cui vanno aggiunti oltre 22 mila studenti del programma Erasmus.

Contemporaneamente sono incrementati i percorsi di laurea in lingua inglese in tutta Europa: erano appena 55 nel 2009 mentre l’anno scorso sono arrivati a quota 2900. In Italia nell’anno accademico 2016/2017 hanno raggiunto quota 339.

Università italiane, residenze per studenti

Un movimento che non potrà che interessare anche l’Italia, le cui università da tempo si stanno attrezzando per un’offerta formativa di stampo internazionale, con il vantaggio di costo della vita e rette universitarie relativamente più basse a fronte di una preparazione di ottimo livello. Se al momento l’offerta abitativa è in massima parte in carico ai genitori per quanto riguarda gli studenti in sede (che per il 75% vivono a casa con mamma e papà, la percentuale più alta in Europa), le abitazioni fuori sede sono in mano a privati, istituzioni e associazioni varie, campus e residenze universitarie.

La porta comincia però ad aprirsi anche ad investitori internazionali: ad oggi, secondo Jll, sono circa 50 mila i posti letto disponibili, contro una domanda potenziale che supera il milione tra studenti e giovani lavoratori. Il potenziale di crescita, e di business, per questo settore quindi è più che mai interessante. In Italia infatti il rapporto tra disponibilità di spazi e richiesta non supera il 3%, mentre nel Regno Unito è del 34%, in Irlanda del 15%, in Francia dell’11%, in Germania del 9% e in Olanda e in Spagna del 6%.

Residenze universitarie, in Italia rendimenti interessanti

A livello globale, inoltre, il segmento dello student housing viene considerato un’asset class matura ma in Italia siamo ancora limitati, con prevalenza di sviluppi di progetti ex novo. Nel 2017 si sono registrati a livello EMEA 6,9 miliardi di investimenti (+16% rispetto allo scorso anno) con il Regno Unito che fa la parte del leone: di questo volume l’83% è focalizzato nel mercato UK. Nel 2017 in UK gli studentati hanno rappresentato il 7% del totale degli investimenti immobiliari del paese mentre in Europa questa asset class ha un market share in media del 3%. In Italia invece il settore ha ricoperto appena lo 0,1% del totale, con rendimenti netti però molto interessanti: secondo Jll sono quantificabili in un range che varia da 5,75% a 6,25%.

Benefici prima casa per chi ha già un immobile ereditato

da BibLus-net

L’Agenzia delle Entrate chiarisce quali sono i requisiti da rispettare per poter usufruire dell’agevolazione prima casa in caso di immobile ereditato

Ho ricevuto un immobile in successione, posso chiedere le agevolazioni “prima casa” per il pagamento delle imposte ipotecaria e catastale?

A questa domanda avanzata da un contribuente risponde l’Agenzia delle Entrate sulla rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate FiscoOggi.

L‘agevolazione prima casa consente di avere, appunto, delle agevolazioni per chi vuole acquistare l’abitazione principale: pagare imposte ridotte sull’atto di acquisto in presenza di determinate condizioni.

Le agevolazioni

Nel dettaglio, ecco le agevolazioni previste sono:

  • per chi acquista da un privato (o da un’azienda che vende in esenzione Iva) è previsto:
    • la riduzione dell’imposta di registro al 2%, anziché del 9%, sul valore catastale dell’immobile
    • le imposte ipotecaria e catastale ognuna nella misura fissa di 50 euro
  • per chi acquista direttamente dall’impresa costruttrice (con vendita soggetta a Iva) si ha:
    • riduzione dell’Iva dal 10% al 4%
    • pagamento nella misura fissa di 200 euro per ciascuna imposte di registro, catastale e ipotecaria
  • per acquisti per successioni o donazioni: si applicano imposta ipotecaria e catastale in misura fissa, ovvero 200 euro
  • credito d’imposta: il bonus prima casa per i soggetti che vendono e riacquistano casa entro 12 mesi usufruendo delle agevolazioni prevede la possibilità di sottrarre l’imposta da pagare con quella già pagata per l’acquisto della precedente abitazione.

Nel caso in esame, quindi, l’agevolazione consiste nell’applicare l’imposta ipotecaria e catastale nella misura fissa paria a 200 euro, indipendentemente dal valore dell’immobile caduto in successione; tuttavia, come chiarito dalle Entrate, l’agevolazione è riconosciuta quando il beneficiario ha i requisiti previsti in materia di acquisto della “prima abitazione”.

I requisiti

Di seguito i requisiti previsti in materia di acquisto della “prima abitazione”; è necessario che il richiedente:

  • non possieda abitazioni in tutto il territorio nazionale per i quali si è fruito delle agevolazioni, oppure venderle entro 1 anno
  • non sia proprietario di abitazione nello stesso Comune in cui si richiedono le agevolazioni per l’acquisto della prima casa
  • sia residente nel Comune in cui si acquista casa o vi stabilisca la residenza entro 18 mesi dall’acquisto agevolato o dimostri che la propria sede di lavoro è situata nel suddetto Comune
  • non sia titolare di diritto d’uso, usufrutto o abitazione di altro immobile nello stesso Comune in cui si richiede l’agevolazione sull’acquisto della prima casa.

I requisiti per immobili in successione

Nel caso in esame, per avere l’agevolazione è necessario che chi eredita l’immobile:

  • non sia titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comunedove si trova l’immobile ereditato
  • non sia titolare, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su altra casa di abitazione acquistata, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa

inoltre:

  • l’immobile deve trovarsi nel Comune in cui l’erede ha la propria residenza o in cui intende stabilirla entro 18 mesi e non deve rientrare in una delle categorie catastali A/1, A/8, A/9 (abitazioni di tipo signorile, ville, castelli).

Notaio responsabile per vendite senza visure

A volte la presenza di atti e documenti, prodotti da altri professionisti, fanno ritenere superflue alcune verifiche che invece sono sempre da confermare. Qualcuno diceva “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio” …

dal Sole24ore del 9 settembre 2019

Risarcisce il cliente il notaio che, in una compravendita immobiliare, relativa a più beni di un complesso edilizio, si limita a verificare l’atto di divisione, senza fare accertamenti risalenti nel tempo. Il risultato era stata la vendita, in particolare di un immobile, del quale in realtà, il venditore non era proprietario, non essendo mai entrato in possesso di un titolo valido. Una scoperta che sarebbe stato possibile fare risalendo indietro di almeno venti anni.

Cassazione sentenza 21775 del 28/08/2019

Certificato di idoneità statica degli edifici

PROROGA DEL TERMINE ( 26 NOV. 2019 ) PER IL CIS A MILANO

da: newsfood.com

Assoedilizia chiede la proroga del termine di scadenza per la redazione del C.I.S. – Certificato di idoneità statica degli edifici –

Preoccupa seriamente i milanesi, proprietari di immobili ultimati da più di cinquanta anni che non siano in possesso del certificato di collaudo statico degli edifici, la prescrizione contenuta nel comma 6 dell’art. 11 del Regolamento Edilizio vigente che richiede l’acquisizione di un certificato di idoneità statica (CIS) entro il termine di cinque anni dalla data di pubblicazione e cioè entro il 26/11/2019.

La sanzione prevista in caso di inadempimento è estremamente grave:
“Nel caso di mancato rilascio di tale certificazione nei limiti temporali previsti viene meno l’agibilità dell’edificio o delle parti di questo non certificate.
In caso di compravendita i notai dovranno allegare la certificazione all’atto di vendita”

Indipendentemente dalla legittimità di tale norma di natura regolamentare, legittimità che Assoedilizia ha contestato dall’inizio nelle sedi opportune, sono indiscutibili le difficoltà e gli oneri creati in capo ai proprietari che sono chiamati ad intervenire, secondo un procedimento formulato dal Comune in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri, che ha portato alla definizione di Linee Guida per l’effettuazione della verifica, Linee Guida approvate da una “Determinazione Dirigenziale “del Comune in data 25/11/2016.

La determina prevede anche che il CIS debba essere allegato al fascicolo di fabbricato e depositato presso l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano “ai fini dell’attività di monitoraggio e di analisi statistiche del patrimonio costruito”.
Il procedimento concordato prevede un primo ed un secondo livello di indagini sull’immobile che si concludono o con il rilascio del certificato dopo l’esame di primo livello se viene ritenuta sufficiente per accertare l’idoneità dell’edificio già questa prima indagine, che comporta costi di esecuzione contenuti, o, in ipotesi negativa, si dovrà passare a indagini approfondite con costi di esecuzione di grosso rilievo e serie difficoltà di attuazione.
Oltre ai costi la difficoltà, che potrebbe risultare addirittura impeditiva, riguarda il reperimento di tutti gli atti di fabbrica degli edifici e il complesso dei procedimenti di assentibilità di tutti gli eventuali interventi eseguiti successivamente alla originaria costruzione in assenza dei quali il tecnico delegato a certificare non si assume la responsabilità di procedere. Si pensi a tutti i passaggi di proprietà che possano essere intervenuti per l’edificio e alla impossibilità di ritrovare presso tutti i successivi proprietari i documenti richiesti o alla difficoltà di ottenerne il rilascio da parte della Amministrazione con un accesso.
In questa situazione è intervenuto un nuovo elemento che cambia i termini della problematica.

La Regione Lombardia con delibera di Giunta n. XI/695 ha recepito il Regolamento Edilizio-tipo di fonte statale stabilendo che i Comuni debbano adeguare i loro Regolamenti Edilizi a tale regolamento tipo che costituisce espressione di principio dello Stato, indirizzato a determinare su tutto il territorio principi omogenei nel regolamentare la materia edilizia a livello comunale.
Il Comune di Milano, in esecuzione di quanto stabilito dalla Regione, in data 21 dicembre 2018 ha reso noto l’avvio di procedimento relativo alla redazione del nuovo Regolamento Edilizio in adeguamento al Regolamento Edilizio tipo.
Il regolamento in vigore, pertanto, dovrà essere riscritto rispettando la procedura di approvazione prevista per legge e cioè adozione, osservazioni, approvazione definitiva e rispettando, quel che più conta, i principi che configurano il regolamento-tipo.

E a questo punto sembra proprio che la norma attualmente in vigore, esaminata sopra, che in forza del giudizio di un tecnico potrebbe arrivare a determinare il venir meno del provvedimento di agibilità dell’immobile e l’incommerciabilità dello stesso, non possa essere considerata conforme ai principi del regolamento-tipo.

Ne consegue che la disciplina relativa all’obbligo di acquisizione del certificato di idoneità statica, così come formulata, ha senz’altro diverse probabilità di essere sostituita. A questo punto emerge la necessità, o quanto meno la convenienza, in capo alla Amministrazione, di seguire la strada della realizzazione dell’interesse pubblico prorogando il termine del 26 novembre 2019 per gli adempimenti qualora non si arrivasse a portare a termine prima di tale data (tenendo presente anche i tempi necessari ai privati per adempiere) il procedimento di approvazione del nuovo Regolamento.
Sarebbe questo l’unico mezzo idoneo ad evitare run notevole contenzioso nei confronti del Comune.

Dl Crescita, affitti brevi: ecco codice identificativo anti evasione

da: http://www.quifinanza.it fisco&tasse

Con il Decreto Crescita, a partire da quest’estate, il Governo punta a combattere l’evasione fiscale nel settore degli affitti brevi attraverso nuove norme

27 giugno 2019 – (Teleborsa) – Una banca dati di tutte le strutture ricettive, operativa da agosto, l’introduzione dell’obbligo di un “bollino di qualità” e una stretta sulla tassa di soggiorno. Con il Decreto Crescita, a partire da quest’estate, il Governo punta a combattere l’evasione fiscale nel settore degli affitti brevi attraverso nuove norme.

Entro luglio è prevista l’istituzione di una banca dati delle strutture ricettive, nella quale saranno inseriti anche degli immobili destinati alle locazioni brevi presenti sul territorio nazionale. Ad ogni struttura o appartamento in affitto verrà assegnato un codice identificativo che dovrà, obbligatoriamente, comparire sugli annunci pubblicati sui vari portali on line e i dati saranno comunicati automaticamente all’Agenzia delle entrate, rendendo più agevoli i controlli e impossibile sfuggire al Fisco. Senza il codice non sarà possibile pubblicare le offerte di affitto, pena sanzioni da 500 a 5.000 euro per annuncio a carico del portale.

Verrà, inoltre, data la possibilità ai Comuni di verificare direttamente il pagamento della tassa di soggiorno da parte dei turisti. I dati inseriti sul portale “Alloggiati Web” – usato per comunicare alla questura i dati degli ospiti (procedura obbligatoria anche per chi offre l’appartamento per le locazioni brevi) – saranno inviati dalle questure all’Agenzia delle entrate affinché siano resi disponibili ai Comuni che hanno istituito l’imposta o il contributo di soggiorno.