Dl Crescita, affitti brevi: ecco codice identificativo anti evasione

da: http://www.quifinanza.it fisco&tasse

Con il Decreto Crescita, a partire da quest’estate, il Governo punta a combattere l’evasione fiscale nel settore degli affitti brevi attraverso nuove norme

27 giugno 2019 – (Teleborsa) – Una banca dati di tutte le strutture ricettive, operativa da agosto, l’introduzione dell’obbligo di un “bollino di qualità” e una stretta sulla tassa di soggiorno. Con il Decreto Crescita, a partire da quest’estate, il Governo punta a combattere l’evasione fiscale nel settore degli affitti brevi attraverso nuove norme.

Entro luglio è prevista l’istituzione di una banca dati delle strutture ricettive, nella quale saranno inseriti anche degli immobili destinati alle locazioni brevi presenti sul territorio nazionale. Ad ogni struttura o appartamento in affitto verrà assegnato un codice identificativo che dovrà, obbligatoriamente, comparire sugli annunci pubblicati sui vari portali on line e i dati saranno comunicati automaticamente all’Agenzia delle entrate, rendendo più agevoli i controlli e impossibile sfuggire al Fisco. Senza il codice non sarà possibile pubblicare le offerte di affitto, pena sanzioni da 500 a 5.000 euro per annuncio a carico del portale.

Verrà, inoltre, data la possibilità ai Comuni di verificare direttamente il pagamento della tassa di soggiorno da parte dei turisti. I dati inseriti sul portale “Alloggiati Web” – usato per comunicare alla questura i dati degli ospiti (procedura obbligatoria anche per chi offre l’appartamento per le locazioni brevi) – saranno inviati dalle questure all’Agenzia delle entrate affinché siano resi disponibili ai Comuni che hanno istituito l’imposta o il contributo di soggiorno.

Affitti concordati, la proroga è biennale

da: Ilsole240re del 3-7-2019 Norme&Tributi

Chiarito finalmente il dubbio ventennale: le proroghe dei contratti a canone concordato sono biennali e non triennali. Lo afferma l’articolo 19 bis del Dl 34/2019 (inserito dalla legge di conversione 58/2019). La legge 431/1998 (articolo 2, comma 3) consente infatti la stipula del contratto cosiddetto a “canone concordato”, tra cui spicca la fattispecie del 3+2.