Superbonus 110% e irregolarità urbanistiche: l’abuso non è tollerato, la discordanza a volte sì

da: ingenio del 2-10-2020

MEF: è ammessa una limitata tolleranza del 2% superata la quale si incorre nella decadenza dai benefici fiscali.

Gli abusi edilizi non sanati non possono mai e poi mai beneficiare del Superbonus 110%.

Questo, ancorché lapalissiano, viene messo nero su bianco anche nelle ultimissime FAQ a cura del sottosegretario al MEF Villarosa, ma è molto interessante analizzare i chiarimenti inerenti le irregolarità urbanistiche e il Superbonus, dai quali si evince che:

  • gli edifici con abusi edilizi non sanati sono esclusi dal Superbonus. Non si possono applicare incentivi dove non c’è conformità edilizia ed urbanistica;
  • una minima discordanza tra progetto e costruito NON fa decadere dal Superbonus, ma solo se è entro il 2% come indicato dall’art.34-bis del dpr 380/2001, introdotto dal DL Semplificazioni, il quale prevede che il mancato rispetto dell’altezza, dei distacchi, della cubatura, della superficie coperta e di ogni altro parametro delle singole unità immobiliari non costituisce violazione edilizia se contenuto entro il limite del 2 % delle misure previste nel titolo abilitativo. È quindi ammessa una limitata tolleranza superata la quale si incorre nella decadenza dai benefici fiscali;
  • il certificato di conformità urbanistica consente di verificare se l’immobile presenta una difformità o un abuso edilizio. Si tratta di quel documento che attesta la corrispondenza tra lo stato di fatto dell’immobile e il titolo edilizio con cui è stato realizzato. Grazie ad esso sarà possibile stabilire se l’immobile è in regola oppure no e, in quest’ultimo caso, l’entità dell’abuso;
  • in virtù della modifica apportata all’art.9-bis del dpr 380/2001 sempre ad opera del DL Semplificazioni, per gli immobili realizzati in un’epoca nella quale non era obbligatorio acquisire il titolo abilitativo edilizio, lo stato legittimo è quello desumibile dalle informazioni catastali di primo impianto ovvero da altri documenti probanti, quali le riprese fotografiche, gli estratti cartografici, i documenti d’archivio, o altro atto, pubblico o privato, di cui sia dimostrata la provenienza. A tali documenti va aggiunto il titolo abilitativo che ha disciplinato l’ultimo intervento edilizio sull’immobile o sull’unità immobiliare, integrato con gli eventuali titoli successivi che hanno abilitato interventi parziali.

Covid-19 e canone di locazione ad uso non abitativo

L’emergenza sanitaria in corso ha generato una serie di provvedimenti legislativi che hanno portato alla chiusura forzata, seppure temporanea, di molte attività.

Al di là delle varie considerazioni giuridiche, ad oggi non sussiste una valida motivazione per non pagare il canone di locazione.  Solo una rinegoziazione consensuale tra le parti può consentire una modifica degli accordi economici contrattuali.

Nell’ottica di fornire ai lettori una informativa utile per la problematica in esame, di seguito vi riportiamo il link di FILODIRITTO che in data 8 aprile 2020 ha pubblicato un interessante approfondimento in materia.

#iorestoacasa Insieme ce la faremo !

In ottemperanza al DPCM 11 MARZO 2020 – recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 – in ns. uffici rimarranno chiusi fino al 3 Aprile 2020.

Se le condizioni sanitarie e le disposizioni normative lo consentiranno, saremo felici di poter anticipare la riapertura.

Restiamo comunque a disposizione della ns. clienti che possono contattarci allo 081.2512324 o a mezzo email: immobiliare@fulviotrombetta.it